A GENOVA TORNANO IN AZIONE I CARBONARI

 

Sabato undici marzo, a partire dalle ore 17:15, si tiene a Genova – presso la Casa del Popolo “25 aprile”, sede regionale dell’Arci, in via al Molo Giano – una riunione dei vari gruppi di quell’area politica attualmente al governo della città: obiettivo della giornata è cercare un accordo in extremis per cercare di salvare il c… al Partito Democristiano, destinato a soccombere alle prossime elezioni comunali.

Nonostante l’incontro abbia un carattere quasi clandestino – è ad inviti espressamente voluti dagli organizzatori – Il Secolo XIX dello stesso giorno, nella sua edizione telematica, propone un pezzo di Emanuele Rossi nel quale lo si rende noto; dopo aver letto la notizia decido di recarmi all’appuntamento, che a quel punto di segreto non ha più nulla.

Giungo nella saletta al primo piano della sede poco prima dell’orario di inizio, e vedo una gran quantità di personaggi, più o meno noti, appartenenti a tutte le formazioni politiche che in questi anni hanno sostenuto la giunta del Markese Doria.

Manca solo Rifondazione – insieme con il Partito Comunista Italiano che, come si sa, non è interessato ad alcun tipo di collaborazione con la cricca renzista – che ha dato forfait in mattinata, dopo un momento di riflessione.

Impossibile non notare la figura di Luca Borzani, il presidente della fondazione Palazzo Ducale della Cultura autore, nei giorni scorsi, del "gran rifiuto" alla proposta di candidatura avanzata dalla segreteria del suo partito, che qui è rappresentato anche dal segretario provinciale, Alessandro Terrile.

Tra gli altri, seduti in cerchio come se si trattasse di una di quelle assemblee di movimento nelle quali occorre dare l’impressione che non esista chi comanda e chi invece si limita ad obbedire, si riconoscono tra gli altri: Giovanni Battista Pastorino, consigliere regionale della Rete a Sinistra; Gianpaolo Malatesta ed Enrico Pignone, consiglieri comunali rispettivamente di Possibile e Lista Doria; Massimo Bisca, presidente provinciale dell’Anpi; Walter Massa, il padrone di casa, presidente regionale dell’Arci.

Proprio quest’ultimo si incarica di aprire la serie degli interventi: si dice «preoccupato che la città possa finire in mano alla destra: non perché i fascisti andrebbero al governo, ma per paura di cadere nello stesso immobilismo che caratterizza l’amministrazione regionale e quella di Savona».

Quale possa essere il suo livello di preoccupazione lo si può capire da una battuta che apre il di lui discorso: «dobbiamo finire entrro le 19:00, perché poi ci sono cose più importanti», riferendosi alla stracittadina del campionato di calcio di serie A, in programma la sera.

Al di là di questo fatto di colore, sembra obbligatorio segnalare la non chalance con la quale questo “signore”, pur di continuare a fare da reggicoda ai sedicenti democratici, non avrebbe nessuna remora a mandare in soffitta i valori dell’antifascismo!

Inizia il dibattito, e dopo pochi minuti qualcuno evidentemente si accorge che c’è chi sta prendendo appunti, e rischia di far trapelare indiscrezioni sulla giornata odierna; subito dopo è lo stesso Massa a pregarmi di abbandonare la sala adducendo la scusa della riunione riservata, che ormai è solo un segreto di Pulcinella.

A dirla tutta, lo stesso anfitrione mi propone un’alternativa: «se vuoi restare per me va bene, ma non devi parlarne con nessuno»; a quel punto mi alzo e me ne vado, perché sarebbe profondamente umiliante, per un operatore dell’informazione, restare in un posto dove, per non essere allontanati, si deve rinunciare a svolgere il proprio mestiere.

 

Genova, 12 marzo 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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